Utilizzo di molecole bioattive nanoincapsulate in trattamenti con tecnologie emergenti per la sicurezza alimentare  (NanoBioSafe)

 

Negli ultimi anni diverse tecnologie per la conservazione degli alimenti sono state oggetto di intenso studio come alternativa ai trattamenti termici.

L’utilizzo di tecnologie emergenti, quali le alte pressioni idrostatiche (HHP), la luce UV pulsata (UV), l’irradiazione (IR) o i campi elettrici pulsati (PEF), nonchè l’incorporazione negli alimenti di composti bioattivi di origine naturale, dotati di un’elevata azione antimicrobica, riducono la carica batterica in un alimento al di sotto dei requisiti di legge e ne prolungano la shelf-life.

L'applicabilità in azienda di una singola tecnica spesso risulta difficilmente realizzabile a causa degli elevati costi. I trattamenti combinati di tecnologie emergenti e composti bioattivi, sfruttando gli effetti sinergici derivanti dal colpire simultaneamente diverse componenti della cellula microbica, possono agevolare l’inattivazione microbica e consentire l'impiego di minori dosi dei trattamenti individuali. In particolare, l'aggiunta di antimicrobici naturali ha dimostrato di essere un’efficace barriera quando combinata con trattamenti non termici (Int.J. Food Microbiol.,89 (2003) 125– 138.

 

 

Il progetto “Utilizzo di molecole bioattive nanoincapsulate in trattamenti con tecnologie emergenti per la sicurezza alimentare (NanoBioSafe)” è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano – Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese nell’ambito del programma esecutivo Italia-Quèbec.

 

Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy